Instagram e Snapchat sotto accusa: “danneggiano i giovani”

Giovani snapchat

Quattro dei cinque più popolari social media danneggerebbero la salute mentale dei giovani, secondo una ricerca condotta da due organizzazioni sanitarie inglesi. Instagram sembra essere il più dannoso, vantando il primato dell’impatto peggiore in termini di benessere psichico sui giovani.

Il sondaggio ha coinvolto circa 1.500 giovani tra i 14 e i 24 anni, è stato pubblicato lo scorso venerdì e dai risultati raccolti è emerso che i social acuiscano i sentimenti di inadeguatezza e di ansia nei giovani. Ma non è stato puntato il dito soltanto verso Instagram: anche Snapchat, Facebook e Twitter sono stati definiti dannosi. A (Read more...)

Facebook e Google dominano nelle notizie online, ma per argomenti molto diversi

notizia online

Su Internet, ci sono Google e Facebook, e poi ci sono gli altri. E gli editori digitali lo sanno e lo sanno anche le imprese, che si sono affidate a questi colossi, consentendo loro di contabilizzare una crescita senza precedenti in termini di annunci e notizie online.

Gli editori digitali sanno anche quanto sia fondamentale il fattore rinvio. A meno che non si sia uno dei pochi fortunati siti che rappresentano ancora una destinazione per i lettori, occorre puntare su Facebook o su Google. Insieme, hanno rappresentato il 75% di tutti i riferimenti di traffico Internet, secondo quanto comunicato dalla (Read more...)

Tim Estate 2017: arrivano le nuove promozioni SuperGiga & Music

Dal 29 Maggio al 27 Agosto 2017 saranno disponibili per tutti i clienti TIM le nuove promozioni estive SuperGiga & Music e SuperGiga &Music XL che offrono Giga per navigare in Italia e in Europa, musica in streaming sulle principali piattaforme musicali senza consumare Giga in Italia. In omaggio 1 anno di abbonamento Studio+ incluso. Le nuove SuperGiga sono a tempo... Leggi Tutto »

Designer per la PA: nuova idea del Team Digitale

Il primo giugno alla Fabbrica del Vapore di Milano inizierà una tre giorni di conferenze, workshop, showcase e installazioni, il Design Digital Days durante la quale il Team Digitale della presidenza del Consiglio lancerà Designers Italia, la community italiana dei designer per i servizi digitali della Pubblica Amministrazione, creata in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale. Dopo la piattaforma open degli sviluppatori, viene quella dei designer, altrettanto importanti per innovare i servizi online della p.a.

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Il discorso del re Zuckerberg

A 13 anni dal luogo dove tutto nacque, Mark Zuckerberg è tornato ad Harvard, la prestigiosa università dove non riuscì a laurearsi perché a 19 anni, nella sua stanza dove smanettava di codice, gli venne in mente di creare Facebook. Mantenendo fede alla tradizione dei dropout di genio – come lui anche Bill Gates e Steve Jobs non si sono mai laureati – il neo dottor Zuckerberg ha illustrato la sua visione parlando agli studenti.

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Digitalic X diretta streaming – Studi TV RAI 25/5 ore 15

Digitalic X diretta Streaming #DigitalicX

Digitalic X: segui in diretta streaming l’evento: 25 maggio dalle 15.00

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Gli ospiti di Digitalic X

Luca Parmitano, Astronauta
Piergiorgio Odifreddi, Matematico e saggista
Barbara Mazzolai, Scienziato
Rudy Bandiera, Blogger
Pepper, Robot relazionale
Paola Marzario, Fondatrice e Ceo di Brandon Ferrari
Pietro Paganini, Economista
Francesca Moriani, Ad di Var Group
Moseek, Band Musicale

I commentatori ufficiali di #DigitalicX

Annalisa Monfreda, Direttore di (Read more...)

Più trojan (di Stato) per tutti

La legge delega sulla riforma del codice di procedura penale sta aprendo nuovi fronti sul tema dei captatori informatici. Questi software-spia che da anni sono della cassetta degli attrezzi degli inquirenti hanno bisogno di un inquadramento legislativo, ma nel testo unico approvato dal Senato e consegnato alla Camera si arriva a una estensione del loro utilizzo che contrasta con le sensibilità più volte espresse dai politici stessi quando si abusa delle intercettazioni.

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2,5 milioni gli adolescenti su Internet da mobile

Per la prima volta in Italia, comScore prende in considerazione i dati sul consumo di Internet da device mobili nella fascia di età 13-17 anni rilevando un aumento dell’audience mobile di ben 2,5 milioni. L’espansione dell’universo riportato su mobile per la prima volta evidenzia le abitudini degli utenti tra i 13 e i 17 anni che a marzo hanno navigato da mobile. A marzo 2017 sono 2,5 milioni gli utenti 13-17 anni ad accedere a Internet tramite smartphone o tablet, tali da portare l’audience mobile italiana a 30,8 milioni di utenti, costituendo una reach incrementale del 9% rispetto all’audience mobile (Read more...)

Facebook video: il futuro è live e in realtà virtuale

Facebook Video Live

I Facebook video sono vero nuovo volto del social network più diffuso la mondo. Zuckerberg continua a puntare sui video, ma presto esploderanno i contenuti in realtà virtuale

di Emanuela Zaccone*

Che i video siano uno dei contenuti maggiormente fruiti online è un dato di fatto, che ha decretato il successo di piattaforme come YouTube, certo, ma soprattutto che ha introdotto nuove pratiche nella vita e nelle abitudini di ciascuno.

Facebook video live e gli altri

Da Periscope a Facebook Live passando per (il defunto) Meerkat e fino ad arrivare a Snapchat e Instagram Stories, ci siamo abituati a condividere (Read more...)

Google I/O 2017: il keynote sull’intelligenza artificiale

Pichai, CEO di Google, al Google I/O

Il keynote di Sundar Pichai, CEO di Google, al Google I/O 2017, ha portato l’attenzione sull’intelligenza artificiale a portata di tutti

“Lavoro a Google ormai da 13 anni ed è straordinario vedere come la mission dell’azienda di rendere universalmente accessibile l’informazione sia importante oggi tanto quanto lo era all’inizio. Da sempre cerchiamo di risolvere problemi complessi utilizzando l’analisi dei dati e l’informatica, anche quando la tecnologia intorno a noi impone cambiamenti radicali” ha detto Sundar Pichai.

Pichai, CEO di Google, al Google I/O

Google I/O tutto sull’intelligenza artificiale

I problemi più complessi sono anche quelli che hanno un impatto più significativo sulla quotidianità di tutti noi ed (Read more...)

Amazon: 20 anni epici della società spiegati in 5 grafici

Amazon

Il 15 maggio 1997 una libreria online apparentemente in perdita ha lanciato la propria offerta pubblica sul Nasdaq con un IPO che l’aveva valutata circa 438 milioni di dollari. Vent’anni dopo, quella piccola startup – chiamata Amazon – vale almeno 460 miliardi di dollari.

Per arrivare a questo successo, il gigante di Seattle ha impiegato sistematicamente quasi tutti i soldi che continua a generare in nuove, enormi aree di investimento come Amazon Prime, Amazon Web Services e, più di recente, la piattaforma Alexa. La società di Jeff Bezos ha penetrato il mercato – industria dopo industria – ad un ritmo (Read more...)

Amazon: 20 anni epici della società spiegati in 5 grafici

Amazon

Il 15 maggio 1997 una libreria online apparentemente in perdita ha lanciato la propria offerta pubblica sul Nasdaq con un IPO che l’aveva valutata circa 438 milioni di dollari. Vent’anni dopo, quella piccola startup – chiamata Amazon – vale almeno 460 miliardi di dollari.

Per arrivare a questo successo, il gigante di Seattle ha impiegato sistematicamente quasi tutti i soldi che continua a generare in nuove, enormi aree di investimento come Amazon Prime, Amazon Web Services e, più di recente, la piattaforma Alexa. La società di Jeff Bezos ha penetrato il mercato – industria dopo industria – ad un ritmo (Read more...)

ParlAI: chatbot meno robotici con l’AI di Facebook

parlai facebook

Il nuovo sistema Facebook, denominato ParlAI, è il tentativo da parte di FAIR di rendere i bot sempre più intelligenti.

Il Facebook Artificial Intelligence Research group (FAIR) ha annunciato una nuova iniziativa che unisce AI e messaggistica. Un nuovo “laboratorio” online permetterà a chiunque di testare e di utilizzare i set di dati disponibili pubblicamente per migliorare i propri sistemi di dialogo AI.

Estraendo i dati da più di venti dataset che Facebook mette a disposizione, la speranza è che si possano costruire sistemi di dialogo multifunzione derivanti da tutti i set di dati diversi. Questa operazione non aiuterà (Read more...)

Internet, in Italia il mobile batte il fisso

A marzo del 2017 per la prima volta, in Italia, gli utenti mobile hanno superato quelli desktop. Un risultato importante che evidenzia ancora una volta come gli italiani amino la telefoni mobile, utilizzando smartphone e tablet pc per navigare sul web al posto dei tradizionali PC. Nello specifico, a marzo 2017, per la prima volta nella Total Digital Population italiana (37,3 milioni di visitatori unici Desktop e Mobile), si registra il sorpasso degli utenti che accedono a Internet esclusivamente tramite device mobili (9,3 milioni, pari al 25% del totale) sugli utenti che accedono solo da desktop (9,1 milioni, pari al (Read more...)

Opera Reborn ha WhatsApp e Messenger integrati

opera browser

Grazie ai componenti aggiuntivi e alle estensioni, i browser moderni sono in grado di fare molto di più che semplicemente accedere a siti web. Tuttavia, a meno che non si sappia che cosa si stia cercando, trovare strumenti utili non è sempre facile. Invece di affidarsi esclusivamente al mercato delle estensioni, Opera spera di recuperare quote di mercato su Google Chrome incorporando funzionalità aggiuntive nell’omonimo software.

Abbiamo già assistito al lancio della modalità a basso consumo e a quello di una VPN completamente funzionale, ma ora si sta puntando a rendere il sistema molto più social, integrando applicazioni di messaggistica (Read more...)

Andrea Galeazzi: un’intervista in 9 domande

Andrea Galeazzi Intervista

Andrea Galeazzi è quella che si chiama una web star: 230.000 iscritti in YouTube, 133.000 fan in Facebook, 32.000 follower su Twitter e 51.000 in Instagram, questi i numeri del suo successo.

di Matteo Ranzi

Andrea Galeazzi, l’incontro

Come sarà dal vivo una Web Star? Mi immagino un personaggio alla Gué Pequeno o un super nerd. Uno che va in fissa con la Seo e con un arsenale di strumenti web per massimizzare le performance dei suoi contenuti. Uno con una schiera di collaboratori che gestiscono, a suo nome,
i rapporti con i fan. E invece (Read more...).
Andrea Galeazzi è un architetto quarantenne amante delle auto e della tecnologia. Un ragazzo che passa giorni a testare i prodotti prima di dire in rete cosa ne pensa in modo chiaro e diretto. Perché mette passione e serietà al centro della sua attività. Va subito al punto, senza fronzoli e si disinteressa della Seo per creare i contenuti. E così, con le sue recensioni, crea fiducia e diventa un riferimento per decine di migliaia di persone. Insomma, un ragazzo normale che si è inventato un secondo lavoro per liberare la sua passione. E lo fa talmente bene che è diventato una Web Star. Ecco cosa mi ha raccontato.

1. Come avviene la scelta dei prodotti di cui parli: ti basi sulle novità di cui si parla in rete, ti contattano i brand e te li mandano da testare, scegli tu in base a ciò che più ti attira, o altro?

Andrea Galeazzi: È un mix. In gran parte la passione mi porta a voler provare gli ultimi prodotti usciti. Ho la gran fortuna di avere contatti con praticamente tutte le aziende tech e provare molti prodotti in anteprima. Fondamentalmente è il fiuto per quello che tirerà che mi guida.
Capita però che siano gli utenti, i follower, a segnalarmi prodotti interessanti o anche solo molto “strani”.

2. Quanto è importante la Seo nella creazione dei tuoi contenuti? È la stella cometa secondo cui scegli come impostare video e post, oppure è un’attività a completamento di ciò che produci?

Andrea Galeazzi: Mai pensato alla Seo nella produzione dei miei contenuti e forse è per questo che vengono tanto apprezzati. Ultimamente sto lavorando di più su miniature e titoli dei video su YouTube, ma cerco di essere sempre coerente… odiando i titoli clickbait.

3. Il tuo è un approccio multicanale, da manuale. Ma nel raccontare un prodotto tecnologico, su quale canale ti focalizzi di più e perché?  

Andrea Galeazzi: Sicuramente sul video e, di conseguenza, su YouTube. Fondamentalmente perché amo parlare e odio scrivere e poi ritengo che un video riesca meglio a far passare sfumature difficilmente trasmissibili con le sole parole. Senza i toni, i gesti, le espressioni del volto è tutto più difficile.

4. Nei tuoi video sei maledettamente efficace. Quali sono i tuoi ingredienti segreti, a parte l’eccellente protagonista?

Andrea Galeazzi: Andare al punto senza troppi giri di parole. Dire chiaramente i punti di forza e di debolezza di un prodotto e poi cercare di evidenziarne le particolarità.

5. Ok Andrea, inizio oggi: ho un blog e i relativi canali social, ho gli strumenti per le riprese video e tanta voglia di raccontare. Posso rimanere uno tra i tanti o avere successo in termini di visibilità e fan. Quali sono i 3 consigli per riuscire a farcela? 

Andrea Galeazzi:
1. Metterci passione
2. Non avere paura di metterci faccia e opinioni
3. Frullare un iPhone

6. Tutti si chiedono quanto guadagna Andrea Galeazzi. Domanda secca: qual è il modello di business della tua attività?

Andrea Galeazzi: Premessa: per me è un secondo lavoro. Di professione faccio (ora un po’ meno) l’architetto, abilitato con tanto di studio e iscrizione all’ordine. Per scelta, per ora, non ho pubblicità sul blog. Chi mi ha fatto il sito e continua a mantenerlo è un amico “cantinaro”. Le visualizzazioni su YouTube si monetizzano, sia in maniera diretta che indiretta con collaborazioni, ma le recensioni non sono mai a pagamento e, soprattutto, quando un video è sponsorizzato, è dichiarato.

7. I tuoi video, post e immagini ottengono un gran numero di commenti. Usi degli strumenti specifici per riuscire a gestire il dialogo con il tuo pubblico?

Andrea Galeazzi:Sì: pazienza e tempo. Non ho né bot, né collaboratori, né staff. Tutte le risposte sono mie. Ho provato a inserire una persona ma gli utenti hanno subito capito che non ero io dietro alla tastiera… mi conoscono troppo bene.

8. Quanto conta la fase di analisi dei dati che produce la tua attività, per scegliere cosa raccontare e come raccontarlo nei post successivi?

Andrea Galeazzi:Tantissimo! Prima di fare un video il prodotto lo provo davvero e sempre per il tempo necessario a capirlo!

9. Lo so, non c’entra nulla: ma quando mi porti a Montevecchia a testare un’auto?

Andrea Galeazzi:Appena mi daranno una Ferrari, così mi dai una mano… a Maranello non ci sentono molto.

Andrea Galeazzi architetto

Nato a Milano il 22 settembre 1973, è un architetto e blogger che lavora nel mondo della tecnologia e dell’automotive. Ha collaborato con Telefonino.net fino al 2013 ed è passato ad HDblog.it dove è rimasto fino al novembre del 2015. Ha contribuito a far nascere HDmotori.it e da gennaio 2016 testa i nuovi modelli di autovetture su automoto.it. Nel 2015 apre il proprio blog omonimo, sul quale cura tutti gli aspetti della sua vita (soprattutto tecnologia e food) e il rapporto con i fan.
il Blog

Andrea Galeazzi Intervista

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Smartphone e bambini: gli studi sui pericoli

bambini smartphone apprendimento linguaggio

Smartphone e bambini, arrivano i primi studi sugli effetti a medio termine. Sempre più ricerca, infatti, indicano che il tempo trascorso davanti allo schermo possa avere conseguenze negative sullo sviluppo dei bambini piccoli.

Smartphone per bambini

In uno studio recente – che ha visto coinvolti quasi 900 bambini di età compresa tra sei mesi e due anni – i ricercatori hanno scoperto che i bambini che avevano trascorso più tempo utilizzando dispositivi palmari hanno avuto maggiori probabilità di avere ritardi nel discorso espressivo rispetto ai bambini che non hanno utilizzato così frequentemente le stesse apparecchiature.

Per ogni 30 minuti di (Read more...) trascorso davanti allo schermo è stato riscontrato un aumento del 49 % del rischio del ritardo espressivo.

La ricerca sull’effetto degli smartphone nei bambini

La ricerca, guidata da pediatri presso l’Hospital for Sick Children in Canada, è stata presentata alla riunione annuale della Pediatric Academic Societies. I ricercatori hanno dichiarato di non aver riscontrato alcun effetto altre capacità di comunicazione come la gestualità, il linguaggio del corpo o le interazioni sociali, ma sull’effetto sul discorso a seguito della permanenza prolungata davanti ad uno schermo sarà opportuno indagare.

Attenzione alle app per bambini

Jenny Radesky, professore presso la facoltà di pediatria dell’Università del Michigan e membro dell’<American Academy of Pediatrics ha commentato: “Ciò che mostrano questi risultati è che se i genitori stanno cercando di affrontare lo sviluppo del linguaggio del proprio bambino attraverso delle applicazioni didattiche, probabilmente questi sistemi non funzioneranno su tutta la popolazione che se ne avvale”.

Smartphone e tablet critici per lo sviluppo

La Radesky, che non è stata direttamente coinvolta nello studio, ha poi elencato una serie di ragioni che hanno portato la American Academy of Pediatrics a dare alcune indicazioni sui dispositivi portatili o computer, per i bambini di età inferiore ai 18 mesi, incoraggiando inoltre i genitori a sfruttare questo momento così critico, in termini di sviluppo, ad impegnarsi in modo diretto con i loro neonati.

Confusione tra mondo 2d e mondo reale

Altri studi recenti indicano che i bambini così piccoli non siano in grado di comprendere la connessione tra il mondo bidimensionale sullo schermo e il mondo tridimensionale attorno a loro. “Sebbene possano imitare ciò che vedono sullo schermo, non possono sempre trasferirlo al mondo reale e al resto della loro vita” afferma la Radesky per poi aggiungere che “Il pensiero simbolico e la flessibilità della memoria sono qualcosa che le applicazioni non sono capaci di superare, non importa quanto siano interattive“.

Niente smartphone ai neonati

Sebbene i genitori stiano esponendo i loro neonati a dispositivi palmari con contenuti didattici, il tempo che trascorrono davanti allo schermo potrebbe ostacolarne lo sviluppo. La Radesky nota inoltre che la quantità di tempo che i bambini piccoli ricevono può far riflettere su alcuni fattori sociali, culturali ed economici che potrebbero avere a che fare più con quanto i genitori si sentano stressati che con una coerenza di premure verso il bambino.

Ulteriori studi, ancor più approfonditi, saranno necessari per esaminare il modo in cui alcuni dispositivi possano influenzare lo sviluppo del bambino, incluso il linguaggio espressivo.

“È importante creare spazi e tempi precisi da parte delle famiglie così che si possa limitare il tempo trascorso davanti ad uno schermo” conclude la Radesky.

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Il fondatore Spotify scrive all’UE contro Google e Apple

daniel ek spotify lettera all'UE contro Apple e Google

I dirigenti di alcune tra le principali aziende tecnologiche europee, tra cui Spotify con Daniel Ek, Deezer e la startup tedesca Rocket Internet, hanno scritto all’Unione Europea lamentandosi del fatto che via Internet alcune aziende “abusino della loro posizione privilegiata” in materia di mobile.

Le aziende sopracitate hanno lamentato che sia Apple che Google non agiscano solo come “gateway” per le applicazioni tramite i loro app store, ma che il loro ruolo stia via via diventando sempre più quello di “gatekeeper” (guardiano).

In particolare, si sono lamentati della difficoltà ad ottenere i dati dei clienti sulle proprie applicazioni e che (Read more...) Apple che Google promuovano i propri servizi sulle versioni rivali sui loro rispettivi app store.

Ecco un estratto della lettera firmata da Daniel Ek:

“La nostra esperienza collettiva dimostra che laddove le piattaforme online abbiano un forte incentivo a trasformarsi in gatekeeper, grazie ad una duplicità del loro ruolo, anziché massimizzare il benessere dei consumatori, abusino di una posizione privilegiata e vengano adottate pratiche B2B con conseguenze negative per l’innovazione e la concorrenza. Queste pratiche vanno dalla limitazione dell’accesso ai dati o all’interazione con i consumatori, dalla classificazione ai risultati della ricerca per la mancanza di chiarezza, dalle condizioni e condizioni sbilanciate fino al favorire i servizi integrati.”

Un attacco verso Apple e Google

La lettera non cita apertamente Apple o Google, ma è chiaro i riferimenti siano indirizzati a loro quando vengono citate le “piattaforme principali”. Con questa azione si punta quindi ad una regolamentazione aggiuntiva del modo in cui Apple e Google possano comportarsi con queste aziende, puntando ad una risoluzione entro la fine del 2017.

Firme importanti

La lettera è stata firmata da 10 persone tra cui il CEO di Spotify Daniel Ek e il co-fondatore Martin Lorentzon, il CEO di Deezer, Hans-Holger Albrecht, e il fondatore Daniel Marhely, oltre al CEO di Rocket Internet, Oliver Samwer. Tra le altre società che hanno sottoscritto la lettera figurano LeKiosk (rivale di Apple News), la FaberNovel, il servizio di streaming musicale Qobuz, la piattaforma di AI Snips e la German ISP United Internet.

Apple e Google rappresentano quasi il 100% del mercato mobile

Una cosa è risaputa, non è la prima volta che Spotify cerchi di dare del filo da torcere ad Apple. Il mese scorso, la società aveva scritto ai legali di Apple lamentandosi del fatto che la società avesse rifiutato l’aggiornamento della sua applicazione per iOS. Da parte di Apple è stato comunicato che il rifiuto dell’aggiornamento di Spotify dipendesse dal mancato utilizzo del sistema di fatturazione di Apple per l’addebito ai clienti, secondo quanto riportato da Recode.

Apple addebita il 30% su qualsiasi applicazione che utilizzi il suo sistema di fatturazione e non consente alle applicazioni di utilizzare un sistema di pagamento alternativo. All’epoca dei fatti, il consulente generale di Spotify, Horacio Gutierrez, si è lamentato per questo comportamento anticoncorrenziale progettato per promuovere il servizio di streaming di Apple Music a danno di Spotify.

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